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A FINE ANNO KONECRANES (EX TEREX) CESSA L’ATTIVITA' A LENTIGIONE Il 92,4% dei lavoratori ha approvato l'ipotesi di accordo
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Il 92,4% dei lavoratori ha approvato l'ipotesi di accordo: si è conclusa oggi la vertenza MHPS – Italia srl del Gruppo KONECRANES (ex TEREX) per la cessazione dell’attività produttiva nello stabilimento di Lentigione di Brescello.

La vertenza – sottolineano FIOM UILM UGL e la RSU - ha vissuto momenti di alta tensione con la mobilitazione dei lavoratori e con presidi. L’accordo arriva alla fine di un lungo periodo di trattative: i primi incontri già a metà febbraio, poi i passaggi successivi prima con l’apertura del tavolo di crisi presso l’Assessorato Regionale alle attività produttive e successivamente al Ministero dello sviluppo economico, senza che in tali sedi, ed anche con la mobilitazione dei lavoratori, si sia riusciti a modificare la scelta di Konecranes”.

Da fine agosto la trattativa è tornata sui tavoli provinciali con l’obiettivo di ridurre l’impatto negativo provocato dalla scelta della multinazionale finlandese.

L’accordo – spiegano Sergio Guaitolini e Jacopo Scialla, rispettivamente Segretari provinciali FIOM e UILM - prevede il mantenimento di un’attività di service e assistenza clienti che occuperà 29 lavoratori e sarà collocata in una sede ancora da individuare ma con il vincolo che sia in provincia di Reggio Emilia ed entro un raggio di 30 km dall’attuale sede di Lentigione. Ulteriori 3 lavoratori potranno essere recuperati dall’area produttiva con cambio di mansione per svolgere attività di assistenza esterna.
L’attività produttiva cesserà a fine anno; permarrà un’attività di completamento e spedizione delle macchine prodotte che si esaurirà entro il 30 giugno 2018 e che potrà interessare un minimo di 19 lavoratori oltre a quelli del servizio service e assistenza.
Per i 113 lavoratori dell’area produttiva in esubero verrà riconosciuto un incentivo pari a 70.000 € lordi per tutti coloro che resteranno sino alla fine dell’attività produttiva (22 dicembre 2017).
Per i lavoratori che opteranno volontariamente per un’uscita anticipata a partire dalla comunicazione della procedura di licenziamento (che sarà comunicata entro il 3 ottobre) l’importo dell’incentivo sarà di 55.000 €.
Una ulteriore quota di 10.000€ sarà riconosciuta ai lavoratori ultracinquantacinquenni che nei 24 mesi di NASPI non raggiungessero il requisito per l’accesso alla pensione.
A tutti i lavoratori sarà inoltre riconosciuta l’indennità sostitutiva del periodo di preavviso.
Sono previsti inoltre percorsi di riqualificazione e reinserimento occupazionale con adesione dell’azienda ai bandi previsti in tal senso a livello regionale”.

Reggio Emilia, 29 settembre 2017
 

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