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LANDI RENZO:MAGGIORANZA ASSOLUTA SU ACCORDO DI MOBILITA' TRA I LAVORATORI La Fiom risponde alle accuse della Fim: "Sono false, infamanti e strumentali"
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Le assemblee tenute ieri alla Landi Renzo hanno approvato con una maggioranza schiacciante (un solo voto contrario e un astenuto) il testo dell'accordo sulla mobilità volontaria per i lavoratori dell'azienda, da luglio in contratto di solidarietà. A partire da questo dato la Fiom Cgil ha replicato alle accuse che Giorgio Uriti, segretario della Fim Cisl, ha rivolto in questi giorni sulla stampa locale alle tute blu della Cgil. Accuse secondo le quali la Fiom contrasterebbe il jobs act a parole ma lo applicherebbe nei fatti dimostrando grande incoerenza. “La polemica sindacale e le idee diverse sono una cosa – ha spiegato Sergio Guaitolini – ma sono stupito e amareggiato per accuse che sono false, infamanti e strumentali. Ci sono due interpretazioni per un simile attacco: o si è ignoranti in materia o si è in malafede. Io credo che siano valide entrambe”.

La gestione degli esuberi dichiarati dalla Landi infatti è basata sul decreto Poletti 2014, decreto precedente al Jobs Act, e successivo all'accordo nazionale sull'Elettrolux, in cui si da la possibilità di attivare accordi di mobilità volontaria in costanza di contratto di solidarietà. “I nostri accordi hanno tutti un mandato e un consenso esplicito dei lavoratori – aggiunge Guaitolini – a differenza di chi gli accordi li firma senza farli votare. Credo che un'uscita così infelice da parte di Uriti sia dovuta alla ricerca di una visibilità sui giornali, visibilità che non ha in azienda visto che la Fim rappresenta poco più del 5% dei voti presi nel rinnovo delle Rsu”.

Inoltre, proprio sul contrasto al Jobs Act la Fiom ha messo in campo diverse iniziative: dalle lettere di di diffida al suo utilizzo inviate alle imprese a settembre, fino alla manifestazione del prossimo 21 novembre a Roma. Insomma, le dichiarazioni della Fim vengono con forza rispedite al mittente.

Riteniamo che lanciare simili accuse alla vigilia di un''assemblea importante come quella che si è tenuta ieri in Landi crei allarmismo nella comunità e sia da irresponsabili e disonesti intellettualmente – ha aggiunto Marco Righi, funzionario sindacale della Fiom -. Tanto più per un accordo che prevede solo la volontarietà per l'uscita in mobilità, garantisce un incentivo tra i 20 e i 30 mila euro a seconda della retribuzione e un sistema di aoutplacing a carico aziendale per i lavoratori in uscita. Un accordo – ha concluso – votato dalla stragrande maggioranza dei lavoratori a dimostrazione del giudizio che hanno del lavoro svolto in azienda”. Caso chiuso dunque per la Fiom che- chiosa Guaitolini - “ha una storia di democrazia e coerenza che altri in tutta sincerità non possono vantare”.

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