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VERTENZA UNIGREEN: TUTTI GLI SVILUPPI
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VERTENZA UNIGREEN: LA FIOM BOCCIA COME STRUMENTALI LE PROPOSTE DELL'AZIENDA

A seguito del dietrofront dell'azienda con la richiesta di riaprire una trattativa che loro stessi avevano abbandonato, l'Assessorato alle Attività Produttive della Regione ha convocato le parti per lunedì 18 luglio alle ore 15 presso i locali della Provincia in Corso Garibaldi 59.

"Dall'azienda ci aspettiamo proposte diverse e una disponibilità reale a cercare una soluzione che mantenga il lavoro a Reggio" dichiara la Fiom "I lavoratori hanno già bocciato la proposta aziendale e la bocceranno di nuovo se non cambierà di sostanza"

La Maschio Gaspardo sta chiedendo ai lavoratori Unigreen di lavorare a Cremona.
Questo per i reggiani significa uscire di casa alle 6,00 del mattino e tornare non prima delle 19,30, se non trovano traffico in autostrada.
"Chiedere ad un genitore di stare 13/14 ore fuori casa significa sconvolgere la vita ad una famiglia. Torneremmo a casa solo per dormire" ci dice Marcello Vita Rsu Unigreen "come si fa a pensare che non sia un modo di farci desistere e dimettere in pochi mesi?"
Ad accentuare la preoccupazione e l'incertezza ci sono le dichiarazioni dell'amministratore delegato che ha già comunicato che anche la produzione dello stabilimento cremonese verrà a sua volta spostata in provincia.
"È impossibile accettare un trasferimento sapendo già che tra poco ce ne sarà un altro che probabilmente aumenterà la distanza da casa"
L'azienda propone una indennità di circa 150 euro netti al mese "ma il problema non è retributivo" dice Ciro D'Alessio della Fiom " ma il diritto ad una vita dignitosa che non si può comprare con qualche soldo in più".
Come se non bastasse la Maschio Gaspardo farebbe guidare i pulmini per le trasferte agli stessi lavoratori ma "nessun lavoratore si prenderà mai la responsabilità della vita di dieci colleghi guidando per oltre un'ora su autostrade trafficate e dopo una lunga giornata di lavoro" ci ha detto un operaio che sta occupando la fabbrica di Roncocesi.
Questi elementi rendono palese che la proposta aziendale è fatta per essere rifiutata o per indurre i lavoratori a dimettersi in poco tempo.

"In questi anni molti lavoratori sono rimasti senza lavoro e hanno fatto sacrifici per sostenere le proprie aziende in crisi ma qui stiamo parlando di un'azienda che non è in crisi " ci dice Simone Vecchi della Fiom" Questo stabilimento ha un buon margine operativo, ha un portafoglio ordini migliore della media di settore, ma l'azienda risponde esclusivamente alle banche e logiche finanziarie. Lo scopo è far dimettere i lavoratori, risparmiando cosi costo del lavoro, ed aumentare i margini che andranno alle banche".

Lunedì in Provincia anche le Istituzioni si sono impegnate a portare proposte per mantenere il lavoro a Reggio.

"I lavoratori hanno dato mandato alla Fiom di proseguire la lotta fino al raggiungimento dell'accordo" dichiara la Fiom "abbiamo la solidarietà degli stabilimenti di Morsano e Campodarsego e oggi molti lavoratori di Cremona sono persino venuti a Roncocesi, se l'azienda continuerà a fare proposte irricevibili si moltiplicheranno le nostre visite nel padovano".

16 Luglio 2016



VERTENZA UNIGREEN: DIETROFRONT DELL'AZIENDA SI RIAPRE LA TRATTATIVA

Dietrofront dell'azienda nella complicata vertenza Unigreen che solo ieri aveva visto i rappresentanti aziendali rompere il tavolo negoziale, non accettando di proseguire la trattativa con uno sciopero in corso. Questa mattina infatti la Maschio Gaspardo ha inviato una lettera a Provincia, Regione ed alla Fiom Cgil di Reggio nella quale chiede alle parti un incontro.
"Avevamo trovato sbagliato la rottura della trattativa e per questo i lavoratori avevano deciso di confermare lo sciopero e moltiplicare le iniziative - ha dichiarato la Fiom -e ovviamente consideriamo positivo questo dietrofront".

All'inizio della prossima settimana quindi, molto probabilmente lunedi, si terrà un incontro convocato dalla Regione.

"Questo stabilimento ha un bilancio del 2015 con numeri che sarebbero invidiati dalla maggior parte delle aziende reggiane. Lo stabilimento Unigreen lavora, guadagna, e ha un buon portafoglio ordini - hanno ribadito Simone Vecchi e Ciro D'Alessio della Fiom -. È evidente che lo scopo del trasferimento ha lo scopo di indurre i lavoratori a rinunciare al lavoro e quindi risparmiare sui loro stipendi. L'assemblea dei lavoratori ha deciso di proseguire l'occupazione che proseguirà fino al raggiungimento di un accordo".

Intanto la Fiom di Reggio, insieme alle organizzazioni sindacali di Cremona, Padova e Pordenone, sta organizzando iniziative comuni da mettere in campo nel caso in cui la trattativa dovesse volgere al peggio. Già domani una folta delegazione di lavoratori di Cremona è attesa ai cancelli dello stabilimento Unigreen di Roncocesi.

"Oggi più di ieri è chiaro che ci sono le condizioni per mantenere il lavoro a Reggio – ha concluso Vecchi - e su questo i lavoratori non hanno intenzione di mollare".

14 Luglio 2016


VERTENZA UNIGREEN: L'AZIENDA ROMPE IL TAVOLO DI TRATTATIVE E I LAVORATORI PROSEGUONO LA LOTTA

Si è svolto questa mattina il secondo incontro tra le Istituzioni (Regione e Provincia), la Fiom Cgil, la Rsu e la dirigenza aziendale della Maschio Gaspardo sul futuro dello stabilimento ex Unigreen di Roncocesi.

Un incontro finito con la rottura del tavolo negoziale da parte dell'azienda che ha ribadito la volontà di chiudere lo stabilimento reggiano e spostare la produzione a Cremona.

Una decisione che continua a non apparire supportata da una condizione di crisi reale: l'azienda ha infatti presentato alle istituzioni e alle organizzazioni sindacali un resoconto economico dal quale si evince uno stato di “buona salute” dello stabilimento che si vuole dismettere.

L'azienda vuole ridurre i costi e vuole farlo spostando la produzione - ha spiegato Simone Vecchi, funzionario Fiom che segue la vertenza -. Ad un impegno a ricercare delle soluzioni da parte delle Istituzioni e dell'organizzazione sindacale per ottenere la stessa riduzione di spesa attraverso un recupero di efficienza, una riorganizzazione del lavoro e un nuovo stabilimento, i dirigenti della Maschio Gaspardo ci hanno comunque dato una risposta negativa”.
Ci è stato anche comunicato che non ci saranno ulteriori incontri se non cesseremo lo sciopero e il presidio – ha continuato Vecchi -. I lavoratori uniti hanno però deciso in assemblea che lo sciopero proseguirà e l'obiettivo della lotta rimarrà quello di mantenere i posti di lavoro sul territorio”.

All'incontro sono state spiegate le ragioni oggettive che impedirebbero ai dipendenti lo spostamento su Cremona: “spiegazioni che l'azienda non ha preso in considerazione, ribadendo soltanto la possibilità di un differimento del trasferimento da settembre a gennaio prossimo che ovviamente non cambia lo stato delle cose – ha proseguito il sindacalista –. La sensazione diventa quella che si tratti di un licenziamento mascherato davanti al quale i lavoratori non hanno intenzione di arrendersi. Nei prossimi giorni – ha concluso Vecchi – proporremo nuove forme di mobilitazione coinvolgendo anche gli stabilimenti nelle altre Regioni”.

13 Luglio 2016



VERTENZA UNIGREEN: L'AZIENDA CAMBIA POSIZIONE. PRIMO RISULTATO DELLA LOTTA DEI LAVORATORI

Si è svolto questa mattina nella sede della Provincia in Piazza San Giovanni l'incontro tra la Fiom Cgil di Reggio Emilia e la direzione della Maschio Gaspardo sul futuro dello stabilimento ex- Unigreen di Roncocesi e dei suoi 35 dipendenti.

Convocati dall'assessorato alle attività produttive della Regione, su richiesta del sindacato, l'incontro ha portato nuovi sviluppi nella vertenza che vede i lavoratori in presidio permanente da dodici giorni.
Erano presenti, insieme a Simone Vecchi, Ciro D'Alessio e Marcello Vita della Fiom, l'amministratore delegato del gruppo Maschio Gaspardo, Massimo Bordi, insieme ai dirigenti aziendali, il vice sindaco, Matteo Sassi; per l'assessorato alle attività produttive della Regione, Roberto Ferrari e per la Provincia Vanni Salatti e Armando Sacchetti.

L'Azienda ha ribadito la volontà di chiudere lo stabilimento reggiano e ha avanzato una nuova proposta che individua come ricollocamento, al posto di Morsano in provincia di Pordenone, lo stabilimento in provincia di Cremona, in Lombardia, dove ad oggi lavorano circa 130 dipendenti.

“Valuteremo come procedere insieme ai lavoratori da qui a mercoledì, quando saremo riconvocati al tavolo istituzionale – spiega Simone Vecchi, funzionario Fiom che segue la vertenza -. La nostra posizione rimane quella di mantenere la produzione in città perché non si tratta di un'azienda in crisi e il prodotto continua e continuerà ad avere mercato ” .

Nell'incontro di questa mattina le Istituzioni si sono impegnate a mettere in campo gli strumenti a loro disposizione per garantire il mantenimento dell'attività produttiva a Reggio. Per entrare nel merito di quanto potrebbe accadere bisogna però aspettare mercoledì, quando alle 13:00, le parti saranno riconvocate a Palazzo Allende.

Il presidio permanente dello stabilimento e il blocco delle merci proseguiranno fino al raggiungimento di una soluzione condivisa – conclude Vecchi– . Intanto sottolineiamo che la presenza dell'amministratore delegato che si è presentato al tavolo con una nuova posizione è un risultato della lotta dei lavoratori senza la quale oggi si troverebbero ancora con la lettera di trasferimento – destinazione Friuli – in mano”.

11 Luglio 2016


UNIGREEN: 105 PERSONE SULLA STRADA SE IL LAVORO SE NE VA DA REGGIO

"Il lavoro deve restare a Reggio, le condizioni ci sono, serve la volontà. Lunedi alla direzione della Maschio Gaspardo ribadiremo la nostra posizione sul mantenimento delle attività a Reggio. L'occupazione della fabbrica ha questo scopo, ed andrà avanti con questo obiettivo."
E' la posizione che la Fiom di Reggio porterà all'incontro convocato dalla Regione, che rappresenta tutti i lavoratori che stanno occupando da giorni lo stabilimento Unigreen a Roncocesi.
"Questa fabbrica ha fornitori nel raggio di poche decine di chilometri, e spedisce i prodotti finiti a clienti al di là del Mediterraneo e dell'Atlantico, spostare la produzione in Friuli davvero aiuta le vendite? I lavoratori qui conoscono a memoria il prodotto e da anni mandano avanti la fabbrica da soli, praticamente senza gerarchia, garantendo qualità e fatturato. Dov'è la ragione industriale per spostare la produzione?"
Domani durante l'incontro di domani la maggioranza dei lavoratori sarà in presidio davanti i locali della Provincia. Al loro posto, in una staffetta simbolica, vigileranno i cancelli Unigreen i delegati sindacali del Gruppo Emak (ex Gruppo Yama) che tre anni vendette la Unigreen al Gruppo Maschio, proprietà che oggi chiude lo stabilimento.
"C'è una vicinanza profonda tra noi e loro, ed anche se non facciamo più parte dello stesso Gruppo i lavoratori di Yama si sentono ancora vicini a noi" ci ha detto Marcello Vita, Rsu della Unigreen "d'altronde non si possono cancellare oltre ventanni di lavoro sotto la stessa proprietà. diversi lavoratori di quelle aziende tutti i giorni passano dal presidio e ci chiedono di cosa abbiamo bisogno"

Trentacinque famiglie stanno vivendo il dramma collettivo del rischio della perdita del lavoro, e 35 famiglie sono 105 persone, di cui oltre venti bambini, che si troverebbero senza fonte di sostentamento dal primo settembre.
I lavoratori della Unigreen hanno tutti più di quarantanni, e a Reggio Emilia in questo periodo di crisi quaranta è una età in cui già spesso si è considerati anziani per rientrare in azienda dopo che si è perso il lavoro
La Fiom ieri ha posto il problema dell'indotto, ma anche guardando solamente la ex-Unigreen si può comprendere che il problema non è affatto piccolo.
"Ho 52 anni, sono operaio al montaggio, e a casa devo assistere mio padre anziano, qualsiasi trasferimento per me sarebbe impossibile" ci ha detto un lavoratore alla Unigreen da oltre 25 anni "Trovare un nuovo lavoro a Reggio? Magari... ma è impossibile alla mia età".
Tra questi lavoratori, anche marito e moglie (genitori di due figli), entrambi dipendenti della Maschio, che in questi giorni insieme stanno occupando la fabbrica, e poi molte famiglie monoreddito, e tanti padri e madri che in questa fase della propria vita non sarebbero in grado di gestire un trasferimento, senza traumi pesanti per la famiglia.

Questa mattina, dopo il turno notturno di presidio, alcuni lavoratori hanno parlato in conclusione delle Sante Messe della domenica delle parrocchie di Pieve, Cavazzoli e Roncocesi. "Tanta attenzione e molta solidarietà reale da parte dei parrocchiani. Da giorni ci stanno portando acqua e generi alimentari, e ci hanno detto che continueranno a farlo. Li ringraziamo".

10 Luglio 2016



UNIGREEN: È ALLARME INDOTTO

Se andasse in porto la chiusura dello stabilimento Unigreen della Maschio Gaspardo di Roncocesi ci sarebbero conseguenze pesanti anche per i fornitori.
Il sessanta percento dei fornitori di Unigreen sono imprese reggiane e un altro venti percento sono ditte della regione.
"Stimiamo che complessivamente siano attività che danno lavoro ad altre 40/45 persone" commenta Simone Vecchi della Fiom di Reggio. "Gli imprenditori con cui abbiamo parlato sono seriamente preoccupati, sanno benissimo che il trasferimento della produzione a 300 chilometri significa un aumento dei costi di logistica e quindi una probabile cessazione dei contratti con Maschio".
Da un'analisi effettuata dalla Fiom di Reggio durante i giorni di occupazione dello stabilimento emerge che Maschio Gaspardo produce almeno quattro milioni di euro annui di giro d'affari sul nostro territorio, oltre alla Unigreen che nel solo 2016 ha già fatturato 5 milioni nel primo semestre.
I metalmeccanici della Cgil hanno contattato i dieci maggiori fornitori del territorio, aziende di Reggio, Campagnola, Correggio, Bibbiano, Rolo e Bagnolo, per stare ai più importanti, con volumi di vendite per Maschio che vanno dai 30 agli 800 mila euro, con cui Unigreen intrattiene rapporti da venti ed in alcuni casi anche trent'anni, molto prima della acquisizione da parte della Maschio Gaspardo.
Si tratta di attività per lo più di carpenteria, ma anche componenti elettrici, cisterne di plastica, pompe, lavorazioni meccaniche, trattamenti e fusione.
Sono aziende che, soprattutto le più piccole, già l'anno scorso avevano sofferto per un rallentamento dei tempi di pagamento e che oggi sono consapevoli che rischiano di perdere definitivamente il lavoro.

Come spesso accade sono gli artigiani che rischiano maggiormente, e si ritiene che due ditte artigiane contattate, da 5 e da 12 dipendenti, rischierebbero la chiusura se dovessero perdere le commesse di Maschio Gaspardo.
Per tali ragioni, afferma la Fiom Cgil, sarebbe un grave errore considerare la.vertrnza Unigreen come un problema che riguarda solo 35 lavoratori.

Nel frattempo l'occupazione dello stabilimento entra nel decimo giorno, e continuano le testimonianze di solidarietà: questa mattina alcune decine di lavoratori della Ognibene Power hanno svolto un presidio davanti al proprio stabilimento per dare attuazione al blocco degli straordinari previsto per il contratto nazionale, e subito dopo si sono recati alla Unigreen portando acqua e viveri.
Contemporaneamente anche i volontari di Emergency sono tornati al presidio con torte e pizze.
"È straordinaria e davvero commovente la risposta spontanea di solidarietà che questa città ci sta dimostrando, e ci dà la forza di continuare e resistere" hanno commentato alcuni lavoratori che hanno passato la notte nella propria fabbrica.

9 Luglio 2016


UNIGREEN: SUSANNA CAMUSSO IN VISITA AL PRESIDIO "LA CGIL E' CON VOI"

"La Cgil è con voi". Susanna Camusso ieri alle 21 ha partecipato all'assemblea serale dei 35 lavoratori Unigreen che da oltre una settimana stanno occupando lo stabilimento per difendere il lavoro.
Insieme a lei il Segretario della Cgil Emilia Romagna Vincenzo Colla ed il Segretario della Camera del Lavoro Guido Mora.
Il Segretario Generale della Cgil, dopo aver concluso la commemorazione dei martiri del 7 luglio 1960 a Reggio si è recata a Roncocesi per tessere una continuità tra la lotta di allora ed il presente, tra il rischio di derive autoritarie per la democrazia di quegli anni ed i danni sociali causati  dalla finanziarizzazione dell'economia del nostro tempo, un filo conduttore che vede da sempre la Cgil schierata da una parte sola.

Diversi lavoratori sono intervenuti per spiegare a Camusso la storia della propria azienda, l'orgoglio per il proprio lavoro, il dramma della sua perdita ma anche la forza che insieme al sindacato si è trovata in questa occupazione.
"La vostra unità è la precondizione per la buona riuscita della vertenza" ha detto loro il Segretario generale della Cgil "e noi faremo la nostra parte per costruire insieme alle camere del lavoro locali quella coalizione tra gli  stabilimenti delle diverse città necessaria alla difesa del lavoro di tutti".
Gli operai e gli impiegati della Unigreen hanno descritto la vicenda di uno stabilimento produttivo che ancora oggi continua ad avere un buon portafoglio ordini, che non è in crisi per mancanza di lavoro, che vende le macchine che produce e che non fa uso di ammortizzatori sociali. "La cosa che ci fa più rabbia è che sappiamo esserci ordini anche per il 2017 e questi ci chiudono! Vogliono risparmiare sui nostri stipendi e basta, altro che crisi, ma per molti di noi il licenziamento sarebbe devastante" ha detto un operaio del montaggio parlando con il leader Cgil.
"Avete l'appoggio di tutta la Cgil" ha concluso Camusso salutando i lavoratori "tenete duro perché siete dalla parte della ragione, la Cgil non vi lascerà soli".
La giornata di oggi si è caratterizzata per la prima Trasferta di Lotta dei lavoratori Unigreen.
Una delegazione si è infatti recata a Cremona dove le Rsu dello stabilimento Feraboli della Maschio Gaspardo avevano dichiarato un'ora di assemblea in sciopero per accogliere i compagni reggiani. Il confronto sul futuro dell'azienda, la preoccupazione per il destino anche dello stabilimento di Cremona ha portato i colleghi lombardi a proseguire lo sciopero con un'altra ora, confrontandosi cosi sulle prossime iniziative da attivare insieme.

Intanto è giunta alla Fiom Cgil la convocazione da parte dell'assessorato alle attività produttive della regione Emilia Romagna.
L'incontro richiesto si svolgerà lunedì alle 9 presso i locali della Provincia in Piazza San Giovanni 4.

7 Luglio 2

UNIGREEN: CONTINUA IL PRESIDIO PERMANENTE E LA FIOM CHIEDE UN INCONTRO CON LA REGIONE

La Fiom Cgil oggi ha richiesto all'Assessorato alle Attività Produttive ed alla Presidenza della Regione Emilia Romagna di convocare un incontro sulla vertenza che riguarda lo stabilimento Unigreen della Maschio Gaspardo a Roncocesi di Reggio Emilia.

È stato chiesto alla Regione di intervenire per evitare che un altro pezzo dell'industria emiliano romagnola varchi i confini impoverendo dal punto di vista produttivo e sociale la nostra Regione.

In coerenza con gli impegni assunti con il Patto per il lavoro stipulato con Cgil Cisl Uil Emilia Romagna occorre che tutti i soggetti sociali ed istituzionali siano insieme protagonisti della salvaguardia del patrimonio industriale regionale.

Nel frattempo prosegue il presidio permanente dei lavoratori della Maschio Gaspardo dentro la fabbrica.
In questi giorni si sono moltiplicati i gesti di solidarietà e vicinanza alla lotta dei lavoratori.
Non solo il Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi che ieri ha dichiarato il proprio appoggio al presidio, ma anche ex colleghi, dipendenti del gruppo Yama (proprietaria fino al 2013) e normali cittadini di Roncocesi e Cavazzoli che si sono avvicinati per capire e per sostenere la vertenza.
Delegati sindacali di tante aziende stanno portando la solidarietà in rappresentanza dei propri colleghi insieme ad attivisti dello Spi che da subito si sono recati al presidio; una solidarietà non solo simbolica ma concreta: lettini e coperte per la notte, tende per il sole battente di queste calde giornate, acqua e generi alimentari di ogni tipo per rafforzare e dare continuità alla vertenza.
La difesa del lavoro di uno stabilimento produttivo è un problema che riguarda tutti, a partire dai fornitori che per oltre il 60% sono tutti reggiani.
È stato inoltre proclamato sciopero di solidarietà nello stabilimento Maschio Gaspardo di Cremona per il prossimo venerdì quando una delegazione dei lavoratori reggiani si recherà presso quello stabilimento per spiegare ai propri colleghi lombardi la propria lotta.

Domani mattina il corteo cittadino indetto da Fim Fiom Uilm verrà aperto da operai ed impiegati dello stabilimento Ex Unigreen.
"La difesa del lavoro e insieme a quella del potere d'acquisto sono due facce della stessa medaglia, che è la dignità delle persone che lavorano" ha dichiarato la Fiom di Reggio Emilia.
5 Luglio 2016


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